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Sulla mia vita c’era una sentenza di morte!
Mi chiamo Josè Agustin e sono messicano, di Cordoba Vera Cruz. Ho 21 anni e desidero condividere con voi quello che di incredibile è successo nella mia vita.All’età di 18 anni feci una fortissima esperienza di Gesù Vivo nella mia vita; da quel momento sentii che il Signore mi chiamava a seguirlo nella verginità per il Regno dei cieli nella Koinonia Giovanni Battista e con gioia decisi di rispondere a questo invito del Signore. Nel mese di gennaio del 2006, mentre mi trovavo a Tehuacan, Puebla, in Messico, iniziai ad accusare degli strani dolori allo stomaco. I medici mi dissero che nel mio stomaco c’era del fango biliare: niente di preoccupante. Mi prescrissero una cura che consisteva in una dieta alimentare e alcune medicine da prendere. Dopo pochi mesi però io stavo sempre peggio, la situazione invece di migliorare si aggravava sempre più, tanto che non riuscivo più a stare ai ritmi comunitari con i miei fratelli. Pertanto in giugno, insieme a un fratello della comunità celibataria, ci trasferimmo a Guadalajara, un’altra città del Messico, presso una famiglia della comunità vicina a un centro specializzato per problemi allo stomaco. Lì fui visitato da uno specialista, dopodiché venni immediatamente operato per asportare la cistifellea, la quale era la causa di tutti i miei dolori. Si trattava di un’operazione semplice e la previsione era che il giorno successivo all’intervento già sarei uscito dall’ospedale, ma non avvenne proprio così! Dopo l’operazione ebbi un’emorragia interna, inspiegabile per i medici: la situazione era molto grave tanto che la prognosi era riservata e non mi davano speranze di sopravvivere. Una preghiera incessante saliva al cielo con forza da parte dei miei fratelli della Koinonia e il primo miracolo nella mia vita avvenne: inspiegabilmente l’emorragia si arrestò. I medici, non comprendendo come fosse potuta avvenire una cosa simile, mi sottoposero a vari esami clinici il cui risultato sconvolse la mia vita: mi diagnosticarono una malattia al sangue chiamata “deficienza al fattore 10”. In pratica significava che il mio sangue non coagulava; era una malattia molto rara e poco studiata, quindi priva di cure efficaci e risolutive. Nei sei mesi successivi feci una cura specifica per affrontare un intervento ai denti senza correre il rischio di emorragie. Contrariamente a quanto si attendevano i medici, però ebbi un’altra emorragia: in pratica la malattia al sangue che avevo peggiorava molto più velocemente di quanto era stato previsto. Da quel momento ogni mese facevo trasfusioni di plasma e ogni volta i medici mi comunicavano che la mia situazione andava aggravandosi tanto che in giugno del 2007 mi comunicarono che non potevano fare più niente per me e che mi rimanevano due anni e mezzo di vita. In quel momento mi crollò il mondo addosso: tre giorni prima avevo proclamato i miei impegni di verginità, docilità e povertà nella Koinonia Giovanni Battista e un attimo dopo mi fu detto che sulla mia vita c’era una sentenza di morte! Avevo paura e pensai di lasciare la comunità: che senso aveva, sapendo che mi rimaneva poco tempo della mia vita, seguire il Signore nella comunità, soprattutto nella condizione fisica in cui mi trovavo, situazione che degenerava giorno per giorno! Fermai un attimo questi pensieri, fissando il mio sguardo sulla promessa che avevo fatto al Signore e ai miei fratelli pochi giorni prima: decisi di rimanere fedele al Signore fino alla fine dei miei giorni! Subito una grande pace entrò nel mio cuore e fui avvolto da una fiducia incrollabile: ero certo che la mia vita era nelle mani del Signore. I miei fratelli della comunità furono per me le mani del Signore che mi incoraggiavano e mi sostenevano in ogni momento. Provvidenzialmente sono stato mandato in Italia, nell’Oasi di Camparmò, dove è nata la nostra comunità: qui ogni giorno sempre di più mi sentivo senza forza. Tramite dei fratelli della Koinonia ebbi la possibilità di essere accolto per alcuni esami medici in un centro mondiale di emofilia a Milano. Ero un “caso da studiare” e quindi fui sottoposto a vari esami, per due mesi e mezzo, ma i medici non si pronunciavano. Nel frattempo saliva una preghiera incessante per me: tutta la Koinonia gridava al Signore chiedendo la mia guarigione. A dicembre del 2007 andai nuovamente a Milano e i medici mi dissero che per me non c’era più niente da fare! Nulla di nuovo pensai, questo già mi era già stato detto anche in Messico, non avevo bisogno di un centro mondiale specializzato che me lo confermasse! Ma…..il medico continuò dicendo: “Dai primi esami fatti si vedeva che la malattia aveva raggiunto l’ultimo stadio e che stava avanzando molto più velocemente del previsto; dagli esami successivi, ripetuti più volte per averne la certezza, lei non presenta più nessun segno della malattia”. Non c’era più niente da fare per me perché la malattia non c’era più! Ero completamente guarito! Gesù Cristo, il Figlio di Dio, morto e Risorto per me ha distrutto quella sentenza di morte che gravava su di me! Lui mi ha dato veramente una vita nuova! Ringrazio il Signore che è fedele, che è il Dio delle cose impossibili, che ha vinto una volta per sempre e che compie miracoli oggi come duemila anni fa! Ringrazio la mia comunità, i miei fratelli, tutti coloro che mi sono stati vicini, che hanno pregato per me, che mi hanno sostenuto nei momenti difficili, che mi hanno aiutato a sperare contro ogni speranza. Oggi sto bene e posso fare tutto quello che prima non potevo fare! Posso servire il Signore con gioia insieme ai miei fratelli ed essere testimone della Sua fedeltà e della Sua potenza! E ora dico a te: Gesù è morto e Risorto anche per te e può fare un miracolo anche nella tua vita! A Lui tutto è possibile! Josè Agustin. |