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Dalla morte alla vita!
Era il 28. feb. 2004, quel giorno si svolgeva un incontro di preghiera guidata da p. Claudio, un sacerdote della Koinonia Giovanni Battista, presso il Santuario della Madonna del Rosario del Tagliavia (Corleone). Non sapevo e non immaginavo lontanamente quello che il Signore stava per fare. Nella mattinata, ricevetti una telefonata, era il fratello di un mio amico, con il quale siamo cresciuti insieme, in Germania. Questo mio amico di nome Toni (44 anni con 3 figli) è di origine Calabrese e i suoi abitano ad Acri in provincia di Cosenza.
Lui, il mio amico, si è sposato in Germania e vive lì, ma quel giorno si trovava in Italia e precisamente ricoverato nell’ospedale Civico di Cosenza con una grave malattia, un tumore al Cervello che scoprì di avere 4 anni prima e che i medici in Germania avevano sentenziato il loro verdetto; la speranza di guarigione era molto piccola. Nel pomeriggio io e la mia famiglia andammo a questo incontro di preghiera e, entrati nella sala, il mio sguardo si incontrò con quello di un Sacerdote di colore, che p. Claudio portò con sé, un certo p. Giosè. Durante la pausa, prima di celebrare la S. Messa, raccontai a p. Claudio la situazione di questo mio amico e gli chiesi di pregare per lui.
P. Claudio mi disse che il Sacerdote di colore p. Giosè, era di Cosenza e prestava servizio proprio nell’ospedale dove il mio amico era ricoverato. Mi resi disponibile a riaccompagnare questo sacerdote a Cosenza e, insieme con lui, di visitare il mio amico che era in fin di vita. Il mattino seguente, partimmo per Cosenza.
Non sapevo dove dormire, che cosa mangiare, non avevo programmato niente. Mi sono affidato al Signore, partivo per visitare un amico, il resto non contava. Arrivammo a Cosenza la sera del 1 marzo 04, ci ha accolto una famiglia gentilissima, dopodiché ci siamo recati in Ospedale; era già finito il tempo per le visite, ma p. Giosè volle entrare lo stesso e, così salimmo in camera del mio amico Toni. Era irriconoscibile, sofferente, in punto di morte. P. Giosè mi incoraggiò ad avere fede e a pregare che si facesse la volontà del Signore.
Non capii niente di quello che lui mi diceva. Fui ospitato per la notte, e l’indomani mattina, con p. Giosè andammo a messa Io avevo fretta di andare in ospedale ma p. Giosè mi disse di rimanere con lui a pregare per Toni. Ero agitato e confuso per questa situazione che necessitava solo un miracolo da parte di Dio ed io non sapevo cosa fare. Aprendo la Bibbia il Signore mi parlò dicendomi che Lui, sapeva quello che doveva fare. Il Signore stava operando e mi spingeva ad aver fiducia in Lui e non agitarmi. Così aspettai di vedere cosa il Signore avrebbe fatto. Arrivati in Ospedale, non si poteva ancora entrare, perché non era l'ora delle visite. Ma un addetto alla sicurezza, notò la Bibbia che avevo in mano e mi fece entrare. Incredibile! Il Signore fu il mio lasciapassare. Restai lì tutto il giorno. Ma, il bello deve ancora venire. Entrai nella camera e, vidi, seduto sul letto Toni, stava bene, mi disse che si sentiva un leone, che mi stava aspettando per andare insieme a prendere un caffè al bar. Colui che mi disse, durante la preghiera: "So io quel che devo fare", mantenne la sua parola! Dopo tre giorni,Toni fu dimesso dall’ospedale e rimasi con lui altri tre giorni. Il Signore Gesù è stato fedele alla sua promessa, non mi ha deluso. AMEN. Nella vita nulla accade per caso, l’incontro con questo sacerdote è stato provvidenziale per me, perché attraverso di lui, ho fatto l’esperienza di abbandono fiducioso nelle mani di Dio. Ogni cosa è progettata dal Signore, lui è un Architetto perfetto, Incredibile, Straordinario, Misericordioso, Fantastico e, mi auguro che tutti possano sperimentare il Signore Vivo, Risorto. Lode e Gloria al Signore. Oggi 19.02.2008, sono passati quasi 4 anni. Toni sta bene, i medici non sanno ancora spiegarsi come ciò è stato possibile. Prepariamoci dunque tutti a ricevere grazia su grazia nel nome di GESU'. Ignazio. |